Il crisantemo, noto anche come “fiore d’oro” (dal greco chrysòs che significa oro e ànthemon fiore), è conosciuto in Italia come il simbolo del Giorno dei Morti, ma ha significati ben diversi in altre culture.
In Giappone, rappresenta l’imperatore e la sua nazione; nel Regno Unito è un dono per celebrare le nascite; in Australia viene regalato dai figli alle madri per la Festa della Mamma. In Oriente, simboleggia gioia, felicità e un augurio di buona salute o fortuna.
Una leggenda narra di una bambina che, nel dolore per la madre malata, ricevette da uno spirito una margherita, con la promessa di passare con lei tanti giorni quanti fossero i petali del fiore. La bimba, separando i petali in modo minuzioso, riuscì a creare infiniti giorni da trascorrere con la madre.
Si ritiene che sia chiamato “Fiore dei Morti” perché fiorisce proprio attorno al 1° novembre, adattandosi bene anche al freddo. Appartenente alla famiglia delle Asteraceae, può essere coltivato sia in giardino sia in vaso.
La coltivazione in terra è più semplice, poiché molte varietà sono rustiche e si adattano bene al suolo. In vaso, invece, richiede concimazione regolare e uno strato di ghiaia o argilla alla base per favorire il drenaggio ed evitare ristagni d’acqua.